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10 mars 2011 4 10 /03 /mars /2011 09:00

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Ma cosa rende così affascinante il procedimento di stampa?  A mio parere occorre considerare due elementi: il rapporto biunivoco dell’artista, o in questo caso il bambino, con la materia e il fatto di creare, non immediatamente il lavoro finito, ma una matrice riproducibile.

Innanzitutto la materia: nel momento  in cui prepariamo una matrice, ci relazioniamo con una materia che necessariamente influirà sulla nostra espressione; penso alle varie matrici, dal cartone allo zinco, ognuna ha il suo calore, la sua resistenza ai  mezzi incisori (sgorbie, coltelli, carta abrasiva) che determina necessariamente il nostro segno. Un segno rigido, forte, nelle linoleografie o xilografie, che mostra la fatica del taglio, l’attenzione, la coscienza di poter perdere il controllo della sgorbia e rovinare per sempre la matrice o ferirsi. E ancora la stampa a mano, quella che possiamo ottenere da matrici in rilievo, che mostra spesso il carattere di chi l’ha eseguita: veloce, disordinata, caratterizzata da una pioggia di righe lunghe e impazienti, oppure minuta, lenta, controllata.

E forse ancor di più specchio di chi l’ha incisa è la matrice di una puntasecca: i segni minuti a volte impercettibili, in quei ragazzi (spesso in quelle ragazze) timidi, silenziosi e quelli prepotenti, rigidi di chi, spavaldo, non teme il confronto con la lastra di zinco. E ancora le lastre di zinco, richiedono una lunga e paziente preparazione: la bisellatura che va eseguita con una lima tenuta alla giusta inclinazione e va fatta con la giusta pressione;  e come si riconosce un procedimento fatto bene o meno ? passando leggermente il dito sul bordo della lastra: la manualità e il tatto vogliono essere educati, devono diventare sensibili e attenti.

Ma anche il cartone non è da meno: se non serve una grande preparazione della lastra, bisogna comunque capire quanto e come agire, la lastra non ammette un’azione distratta. 

Infine il risultato di tanto lavoro non è un dipinto, non è immediato: è una matrice che può essere stampata più volte e ogni stampa conserverà l’attesa, lo stupore, la meraviglia di ciò che apparirà che sarà sempre una nuova opera e soprattutto una nuova emozione.

 

 

 

 

 

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3 mars 2011 4 03 /03 /mars /2011 08:51

 dai sigilli in terracotta alla stampa su tessuto

 

il primo passo verso la riproduzione di un’immagine può essere considerato come abbiamo detto lo stampo della mano colorata, ma anche i graffiti incisi su pietra e osso sono  precursori dell’incisione in

IL MUSEO DELLA STAMPA

 

A Genova è stato aperto di recente l’Archivio Museo della Stampa, nato con lo scopo di ripercorrere la storia dei fatti legati alla stampa, intesa nel senso di impressione nel senso più ampio del termine. Vengono messi in evidenza gli aspetti etici, estetici ed evolutivi della tipografia; il luogo si propone come “spazio morale  in cui la comunicazione non verbale viene ragionata, sezionata e comparata criticamente con la macchina digitale della nuova società elettronica”. Francesco Pirella direttore del museo sottolinea come solo attraverso la conoscenza delle radici della comunicazione possiamo comprendere a fondo l’attuale società elettronica. L’Archivio museo della stampa, non solo presenta pezzi di storia della stampa, dal carattere tipografico alle macchine da stampa pre-elettriche, ma soprattutto suggerisce l’idea di riproducibilità dell’universo.  Un’idea dimostrata concretamente dall’esposizione di tombini, targhe stradali, stampi per biscotti. Il concetto tipografico si estende ad ogni azione dell’uomo e della natura, un modo per andare oltre lo stampo della mano o di una foglia che ben conosce chi lavora con i bambini, l’impulso per raccontare storie attraverso le impronte. E così se alziamo gli occhi dalle imponenti macchine da stampa, incontriamo nel soffitto impronte, di scarpe, di ruote, di oggetti, come se un immaginario asfalto le avesse accolte, come se noi fossimo quell’asfalto che impressionato ricostruisce storie, episodi della città, visti da un’altra angolazione. Perché è importante far conoscere ai ragazzi le tecniche di stampa?- chiedo al direttore Francesco Pirella- per infondere loro un senso critico, capire il reale e la finzione, suggerire un’altra angolazione da cui osservare il mondo,  aprire le menti.

Per ci volesse visitarlo, l’Archivio Museo della Stampa è in Largo Francesco Cattanei 3 a Genova Quarto, il telefono è 010/5499643 e per prenotare visite scolastiche 010/5499970.

 

Cavo di una matrice. Il primo caso di matrici incise lo troviamo però nella produzione dei sigilli  usati parecchi millenni prima di Cristo sia in Oriente che in Occidente. I sigilli, a forma di anello, a cilindro o a punzoni, erano adoperati come timbri per contrassegnare le tavolette in terracotta  decorare il pane, le ciotole o stampare testi come accadde nel disco di Festo.  Dal VIII secolo a.C. si utilizzarono i sigilli per stampare cuoio o metalli morbidi e adoperarli come monete. Nelle zone della Mesopotamia, nell’impero romano, e nella Gallia erano anche adoperati oggetti in terracotta stampati a rilievo; a questi era apposto il marchio della fornace o del vasaio ed erano chiamati con il nome di terra sigillata.

L’utilizzo di matrici stampanti proseguì nel medioevo per realizzare legature di libri in cuoio illustrate con punzoni a rullo  o  stampare figure su piastrelle di argilla rossa e ocra destinate a rivestimenti murali o a pavimentazione.

Uno dei primi timbri per imprimere colore era utilizzato probabilmente duemila anni fa dagli Olmechi dell’America Centrale che cocevano cilindri in ceramica con un disegno in rilievo continuo utilizzandoli poi per decorare a stampa i tessuti.

La stampa su tessuto è il più diretto progenitore della stampa a rilievo, la seta in Cina era  decorata a stampa anni prima di Cristo,  seta che probabilmente giunse sporadicamente anche in Europa. Nel VI e VII secolo avanti Cristo, si stampavano tessuti in Egitto e nel XI° secolo d.C. la stampa su tessuto giunse in Europa.

La stampa su stoffa è descritta dal  Cennini “Quando vuoi dipigniere il tuo panno lino, una quantità di sei o venti braccia, avolgilo tutto e metti la testa del detto panno in sul detto telaio, e abi una tavola di noce o di per , pur che ssia  legniame   ben forte, e ssia di spazio chome sarebbe una prieta chotta, over mattone; la quale tavoletta sia disegnata e cchvata una grossa chorda, in lla quale vuole essere disegnata d’ogni ragion drappo di seta che vuoi o di foglie o d’animali…” libro CLXXIII nel suo libro dell’arte “…Quando vuoi dipingere il tuo panno di lino, una quantità di sei o venti braccia, avolgilo tutto e metti la testa del detto panno in sul detto telaro; e abi una tavola di nocie o di pero, pur che ssia di legniame ben forte, e ssia di spazio chome sarebbe una prieta chotta, over mattone; la quale tavoletta sia disegnata e cchvata una grossa chorda, in lla quale vuole essere disegnata d’ogni ragion drappo di seta che vuoi o di foglie o d’animali…”  Cennino Cennini libro CLXXIII .

 

 

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2 mars 2011 3 02 /03 /mars /2011 08:54

 

Riprodurre un’immagine è una delle azioni più antiche dell’uomo, pensiamo alle impronte di mani sulle grotte di Lascaux, così come è una della azioni più antiche dell’uomo  leggere una stampa: pensiamo alle impronte degli animali,  segni sul terreno, usate dagli uomini  per capirne gli spostamenti, per cacciare, per vivere. Se noi vogliamo, possiamo leggere il mondo come fatto di elementi riproducibili, o come segno, impronta, di altri elementi. Dall’impronta lasciata nel fango o sulla sabbia, al segno che lasciamo su un divano o un cuscino dopo che ci siamo alzati, tutte tracce che suggeriscono a loro volta storie. Un’idea, quella di leggere il mondo attraverso le sue impronte, che si concretizza nell’Archivio museo della stampa di Genova.

Ma un’altra idea, suggerisce Nicola Ottria, artista incisore, docente presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova:  non è forse un prototipo di riproduzione il DNA la molecola che in sé contiene i messaggi che costituiscono i caratteri ereditari della cellula madre.  Una molecola che ha la proprietà di autoduplicarsi.

Impronte%20(Marco%20Caccia)  Leggiamo nell’introduzione al Manuale di tecniche grafiche di Fons van der Linden (Longanesi)  che la nostra società in continua evoluzione,   necessita di un sistema di comunicazioni che permetta un continuo scambio di informazioni, idee ed esperienze attraverso testi e immagini da conservare e riprodurre. I sistemi di comunicazione sono strettamente connessi con lo sviluppo della società e le tecniche di stampa sono fondamentali per la vita sociale “attraverso la parola scritta e l’immagine disegnata, si diffondono la voce e i comportamenti dell’uomo nel tempo e nello spazio al di là del loro ambito immediato”. Troppo spesso dimentichiamo che il nostro pensiero perdura al di là del momento in cui è stato scritto o disegnato.

La nostra storia culturale e artistica è spesso connessa con l’evoluzione della tipografia: i libri, le stampe artistiche, le illustrazioni, le etichette e i cartelloni pubblicitari, sono o sono stati tutti prodotti delle principali tecniche di stampa.

La parola scritta e l’immagine disegnata sono alla base della comunicazione, al di là dell’epoca e dello spazio contingenti, la loro meccanizzazione ha permesso di diffondere le idee, i comportamenti, la cultura dell’uomo non solo nella sua società, ma  al di là dei suoi confini spazio temporali. La svolta nei processi di comunicazione si ebbe, quando la meccanizzazione della riproduzione si associò alla possibilità  di utilizzare materiali facilmente reperibili e a basso costo;     

 

l’impiego della carta nell’Europa nord occidentale nel XIV° secolo, secoli dopo la sua invenzione in Oriente, non solo permise di diffondere la parola scritta, ma trasportò buona parte delle tecniche di stampa già presenti su tessuto o su metallo sulla carta, ampliando enormemente le possibilità di diffusione di immagini e di linguaggi espressivi. Un’evoluzione che si è sviluppata fino alle comunicazioni di cui ci serviamo continuamente, con uno scambio di informazioni dettagliate in un tempo sempre più breve.

 

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1 mars 2011 2 01 /03 /mars /2011 17:27

parte prima

 

la teoria

1 introduzione

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Conoscere le tecniche di stampa e poterle tramandare, non è a mio parere solo il modo di entrare in una cerchia elitaria di artisti, appropriarsi di nuove tecniche e nuovi/antichissimi linguaggi espressivi, ma è un inaspettato mezzo per capire con occhi nuovi buona parte delle produzioni grafiche che si presentano quotidianamente davanti ai nostri occhi: dalle serigrafie che ricoprono oggetti di uso quotidiano, i manifesti pubblicitari, le produzioni artistiche più diffuse, alle acqueforti, o le xilografie che ogni tanto fanno capolino nei ricordi e nei libri, immagini ma anche parole, termini.

Amo moltissimo l’incisione, quella xilografica in particolare: il calore del legno, lo scorrere dei polpastrelli su una tavola liscia, pronta per essere incisa, e poi il disegno e l’incisione, la sgorbia che fende il legno, le resistenze della materia, la paura di sbagliare, la soddisfazione di toccare/ vedere una matrice incisa. Il rito dell’inchiostro: denso, ritroso a volte, ma che con i giusti movimenti si ammorbidisce, si prepara ad essere steso mediante il rullo sulla lastra, si prepara a lasciare un segno sulla carta bianca (pece sulla neve per ricordare Escher).

 

La fatica della stampa,

l’attesa,

la soddisfazione del risultato,

a volte…

e a volte no.

 

Da alcuni anni insegno incisione e stampa ai bambini e ai ragazzi, dalle materne (alcune semplici tecniche di stampa) alle medie (le tecniche di incisione). Ho iniziato per tramandare le tecniche e i mezzi espressivi che pochi conoscevano; ma una tecnica come l’incisione, non è solo la riproduzione di immagini, è studio, progetto, fatica e precisione nella preparazione di una lastra, attenzione nell’utilizzo degli strumenti. E’ una manualità educata che accompagna l’occhio allenato e la mente che amplia le proprie conoscenze. Ai bambini e ai ragazzi piace; soddisfa lavorare, allenare i sensi a sentire, quando una lastra è pronta o l’inchiostro è nella giusta quantità; scavare, incidere, armeggiare quell’ inchiostro così difficile da togliere da mani e vestiti e immediatamente dopo, per assurdo, sollevare un foglio bianco, che deve rimanere bianco, posarlo sulla lastra inchiostrata e stampare.

Come spesso accade, un corso di espressione artistica va oltre le mura del laboratorio, e aiuta i ragazzi a vedere, pensare, sentire con maggiore attenzione e sensibilità. Le tecniche poi che si possono fare con i bambini e i ragazzi sono veramente molte, e, con qualche piccola modifica, attuabili  in qualsiasi scuola con relativa semplicità.

In questo volume si parla di incisione, stampa e bambini: a cosa possono servire queste tecniche, quali sono le principali  e quale è la loro origine, come si possono portare a scuola. Lo scopo è quello di suggerire, invogliare a sperimentare mezzi e linguaggi, che contribuiscono ad arricchire il vocabolario espressivo di  grandi e piccoli, facilitando l’espressione creativa, aprendo inevitabilmente (speriamo) un po’ di più la mente di tutti noi.

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2 février 2011 3 02 /02 /février /2011 11:19

Disegni al sole bando scuole 

Disegni al sole bando illustratori  

Il Comune di Celle Ligure in collaborazione con il Consorzio Promotur, la casa editrice EDIZIONI DELL’ARCO e la Fondazione Benefica Francesco Spotorno onlus, indicono la quinta edizione del Concorso  Disegni al sole,  nato a Celle Ligure nel 2007 in occasione piccola fiera dell'editoria indipendente “Libri al sole”.disegni al sole by ekra86-d30qqt9

Il concorso presenta una sezione illustratori e una sezione scuole: alla prima possono partecipare disegnatori italiani e stranieri con un’opera inedita di formato 29,7x42cm., alla seconda possono partecipare  scuole primarie e secondarie di primo grado, scuole dell’infanzia e ludoteche, con un progetto di libro di formato 20x20cm..

Il concorso è nato cinque anni fa, per affiancare la rassegna di editoria indipendente “Libri al sole”, un progetto di fiere editoriali dedicato ai  lettori del futuro,  che sviluppa i suoi interventi con un lavoro capillare sul territorio, nelle scuole di piccoli Comuni, nelle biblioteche delle periferie e in tutti quei luoghi che, per ragioni puramente commerciali, sono esclusi dall'attenzione degli editori e dei distributori. Il concorso di illustrazione “Disegni al sole”, vicino alla spirito di “Libri al sole” conserva negli anni un argomento dedicato al sociale, in particolare all’incontro fra culture, e pur variando ogni anno il tema proposto, ha mantenuto l’obiettivo di valorizzare la capacità delle immagini di affrontare temi di interesse sociale, in questo caso l’incontro con la diversità e stimolando, per quel che riguarda la sezione scuole, i bambini a riflettere  sulle  problematiche e sulla ricchezza di esperienze che scaturiscono dallo scambio con  altre vite e altre tradizioni.

 

Per l’edizione 2011 il tema sarà:

 

 Viaggi: di paese in paese, di città in città

 “Popoli migranti, viaggi reali o immaginari,

 necessari o di svago, partenze e ritorni,

 di paese in paese, di città in città”.

 

L’idea è quella di scandagliare tutte le possibilità del viaggio e del viaggiare: il viaggio di svago, che può portarci a conoscere l’altro e il viaggio necessario, cui sono costretti i popoli migranti.

PREMI:

SEZIONE ILLUSTRATORI

 Per quel che riguarda i premi, l’edizione 2011 presenta  una novità, che speriamo gradita tra gli illustratori:

-          Primo premio: euro 500;  sarà consegnato al vincitore il giorno stesso della premiazione;

-          Secondo e terzo premio: il secondo e il terzo premio  saranno sostituiti da due secondi premi ex aequo offerti rispettivamente dalla Scuola Internazionale di Illustrazione di Sarmede e dal Mimaster di Illustrazione Editoriale di Milano, e consisteranno in due corsi di illustrazione.

Sezione scuole

-          Primo premio: il primo premio consisterà in un laboratorio sulle diversità.

-          Secondo premio materiale di cancelleria.

-          Terzo premio una piccola biblioteca scolastica.

 

La scadenza per la consegna dei lavori è il 30 aprile 2011.

La premiazione del concorso e l’esposizione delle opere selezionate avverrà in occasione della rassegna di editoria indipendente Libri al sole che si terrà a Celle Ligure nei giorni 1, 2, 3, luglio 2011.

 

Il concorso è stato realizzato con il Contributo della Regione Liguria e ha il patrocinio di:

Unicef, Museo Luzzati, Opera Prima, Cattedra di Storia e Letteratura per l’Infanzia Facoltà di Scienze della Formazione Primaria Università di Udine, Dipartimento di Italianistica Facoltà di Studi Umanistici Università del Litorale.

 

 

Per ulteriori informazioni e per ricevere il bando : mail: valecolori@alice.it , tel. 3396780650

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24 janvier 2011 1 24 /01 /janvier /2011 14:00

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Caccia fantastica. Giochi da favola con Gianni Rodari

 

Un’esposizione interattiva realizzata da Loredana Bianchi, direttrice del Museo in erba di Bellinzona e Mauro Caldera (progettista creativo) con la collaborazione di Alexandra Crivelli e dell’Istituto scolastico della città di Bellinzona.

 

Il Museo in erba di Bellinzona presenta il suo primo percorso ideato in modo autonomo e lo dedica a Gianni Rodari uno dei più famosi scrittori per l’infanzia italiani, maestro della creatività e della fantasia. È una mostra fra arte e letteratura e desidera essere, come un “sasso gettato nello stagno” che crea onde sempre più grandi, un’occasione per coinvolgere la fantasia e la creatività dei bambini a molti livelli: dal piacere di leggere e ascoltare per poi giocare con le parole e inventare nuove storie, allo stimolo per attività creative con nuove fantasiose tecniche realizzate con oggetti semplici che ci accompagnano nella vita di tutti i giorni. Il percorso - e altrimenti non poteva essere con Gianni Rodari che ha fatto del “gioco” il suo percorso di vita - è ludico e interattivo.

I bambini sono accolti nel pianeta “Accazeta”, un mondo colorato con otto satelliti che ospitano tavole realizzate da sei illustratori, una sezione della scuola dell’infanzia e una classe delle scuole elementari di Bellinzona. Ogni satellite invita il bambino, grazie a semplici domande che lo coinvolgono, all’osservazione delle illustrazioni che comunicano i passi salienti del racconto e a scoprire tecniche molto diverse per interpretare il testo. Poi il tuffo nel mondo della fantasia grazie all’interazione con la favola che potranno leggere oppure farsi leggere dai genitori (un’ottima occasione dunque per ritrovare il piacere di raccontare storie ai bimbi). Nell’universo del pianeta “Accazeta” ci sono le bellissime illustrazioni (stampe messe a disposizione dal Museo Luzzati di Genova) di Emanuele Luzzati per il “Libro dei perché”, un mondo poetico e fantastico che traduce in modo divertente i tanti perché che suscitati dalla curiosità dei giovanissimi; il simpatico “Omino della pioggia” che nasce dalle linee semplici ma magiche per quello che riescono a trasmettere ai bambini, di Nicoletta Costa; la rilettura delle Filastrocca di Pinocchio di Febe Sillani con le sue tavole ricche di dettagli e colori. La tecnica del collage di carte colorate ritagliate e foto è utilizzata da Coca Frigerio e Alberto Cerchi che nelle loro illustrazioni colgono momenti di “Alice cascherina” e di “Sulla spiaggia di Ostia”. Il viaggio nel pianeta della fantasia prosegue con le colorate xilografie e collage di Valentina Biletta che interpreta in modo fantastico i sogni del “Semaforo blu”. Accanto a questi artisti affermati abbiamo gli splendidi lavori realizzati dagli allievi dell’Istituto scolastico di Bellinzona. Una sezione della scuola dell’infanzia Nocca (maestra Annamaria D’Alessandro) con Bruna Ferrazzini ha tradotto in immagini molto tenere il messaggio di solidarietà del “Topo dei fumetti, mentre la VB dell’Istituto Sud (maestre Sonia Schreier Silvio e Loretta Guglielmetti) ha realizzato con materiali diversi, quindi in modo assolutamente “rodariano”, quattro tavole che illustrano “Il sole e la nuvola”. Come conclusione della prima parte, otto tessere con i dettagli di tutte le favole presentate coinvolgeranno i piccoli visitatori nell’invenzione di una “storia delle storie”.

La seconda parte della mostra è un’officina creativa per scoprire come, ascoltando la musica, si possono tracciare curiose linee, oppure come, con un pezzo di carta da giornale o un tappo, si possono inventare stranissimi oggetti e personaggi per animare bellissimi quadri o nuove storie. Le sette postazioni sono improntate sulla grammatica visiva (punto, linea, colore, forma e superficie) e propongono un vero e proprio percorso del fare in cui ogni bambino realizza il suo quadernetto della fantasia.

 

Gianni Rodari è il maestro della creatività e predilige il gioco perché il gioco è curiosità, scoperta e comunicazione, così come l’errore che si commette in qualsiasi azione di percorso può diventare l’espediente per scoprire i nuovi significati che possono acquisire le parole e le azioni. “Giocando s’impara e sbagliando s’inventa” è il motto che meglio identifica la figura di Rodari.

Insegnare, per Rodari, è la missione che chiunque ha innata in sé: è la volontà di trasmettere quanto a noi è più chiaro, attraverso stimoli semplici e soprattutto, senza dare nulla per scontato.

La mostra proposta dal Museo in erba è un’occasione per tutti (genitori e docenti) per vivere con i bambini un momento di “Fantastica”, riscoprire il piacere di leggere, ribadire il potere delle favole e l’importanza fondamentale della creatività che è anche possibilità di esprimere i sentimenti nel mondo reale.

 

Nell’atelier un ricco programma di attività con le parole, i colori e la fantasia, desidera offrire ai piccoli artisti in erba degli spunti per vivere momenti creativi anche a casa. Sono inoltre riproposti i due laboratori dedicati rispettivamente agli adolescenti e ai genitori e nonni rigorosamente accompagnati dai bambini. Due momenti particolari da segnalare: un atelier musicale con Anna Galassetti dedicato alle “Filastrocche in cielo e in terra” e i “Giochi al castello di Montebello” per chiudere in modo … favoloso la mostra il 13 marzo.

Naturalmente anche per questa mostra organizziamo coloratissime feste di compleanno. Il programma dettagliato del laboratorio così come la documentazione per i docenti sono scaricabili dal nostro sito internet: www.museoinerba.com.

 

L’allestimento del museo è stato curato da Alexandra Crivelli e Viviana Rossi.

L’allestimento dell’atelier è stato ideato e realizzato dalle animatrici del Museo in erba.

 

Per inaugurare la mostra, sabato 22 gennaio il Museo aprirà le porte alle 15.30 e accoglierà i bambini coinvolgendoli in attività creative e giochi di narrazione. Alle 17.00, un gruppo di ragazzi della scuola Hohberg di Sciaffusa, guidati alla tastiera dal loro maestro Massimo Melocco, canteranno “La storia universale” di Rodari. Poi si rinnova la simpatica collaborazione con la compagnia Storie di Scintille che presenterà lo spettacolo teatrale ideato da Katya Troise e Matteo Casoni, “C’era una volta Rodari”.

 

Inaugurazione: sabato 22 gennaio 2011

Dalle 15.30 porte aperte e animazioni

Alle 17.00: “C’era una volta Rodari”,

con Katya Troise e Matteo Casoni del gruppo Storie di Scintille.

22 gennaio – 13 marzo 2011

Il Museo in erba, Piazza Magoria 8, 6500 Bellinzona (Svizzera)

Orari: lu - ve: 8.30 - 11.30  * 13.30 - 16.30

Sabato, domenica e vacanze scolastiche: 14.00 – 17.00.

Chiuso: festivi e 5 – 6 marzo

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